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La globalizzazione e la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno modificato profondamente l'economia e la società. L'Europa deve essere all'avanguardia in tutti i settori, imponendo una revisione totale del sistema d'istruzione europeo e rendendo necessarie formazione e aggiornamento per tutto l'arco della vita.

A questo mira la Strategia di Lisbona, definita nel Consiglio europeo straordinario del 23 e 24 marzo 2000. Il proposito fissato dai capi di Stato e di Governo Ue in quella sede è fare dell'Europa "l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo entro il 2010, capace di una crescita economica sostenibile, accompagnata da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale".

La piena occupazione sembrava quasi raggiunta nel 2000, ma il rallentamento dell'economia mondiale e delle difficoltà strutturali negli Stati membri hanno poi causato un forte ritardo dell’Ue su questo obiettivo.

Nel Consiglio europeo del marzo 2005, la Strategia di Lisbona è stata perciò rilanciata attraverso un partenariato per la crescita e l'occupazione. Nell’ambito di questa nuova versione della Strategia, alla politica di coesione è stato affidato un ruolo importante per la promozione di uno sviluppo sostenibile e per una crescita economica fondata su competitività e occupazione.

Gli Stati membri hanno riservato nei Quadri Strategici Nazionali (QSN) particolare attenzione alle azioni finalizzate al conseguimento degli obiettivi di Lisbona. Infatti, circa 200 miliardi di euro sono destinati ad attività specifiche a favore dell’innovazione, della ricerca e sviluppo tecnologico e dell’economia della conoscenza, nonché ad azioni per incentivare l’imprenditoria e la crescita di imprese innovative.

La programmazione 2007-2013 dei Fondi strutturali è organizzata in modo da riportare gli obiettivi di Lisbona all’interno della politica di coesione.

Le priorità comunitarie per accrescere le sinergie tra politica di coesione e Strategia di Lisbona vengono individuate attraverso gli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC). La trasposizione degli obiettivi di Lisbona a livello regionale e nazionale avviene mediante l’attuazione dei Programmi Operativi regionali (POR) e nazionali (PON), le cui azioni prioritarie proposte devono essere in linea con le finalità di Lisbona.

Secondo gli esperti, inoltre, il finanziamento comunitario è decisivo nel mobilitare ulteriori investimenti pubblici e privati per progetti volti a promuovere la crescita e l’occupazione. I Fondi strutturali fungono, infatti, da catalizzatore dello sviluppo perché assicurano stabilità ai meccanismi di finanziamento pluriennali e dunque mobilitano gli investimenti pubblici e privati.

Secondo le stime della Commissione europea, ogni euro speso nell’Ue nell’ambito della politica di coesione genera un investimento addizionale, compreso fra uno e tre euro, proveniente da fonte nazionale o regionale.

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